La nuvola del lavoro    di Corriere @Corriereit articolo di Laura Fasani

“Salve a tutti, sono una studentessa fuorisede all’Università di Urbino. Il proprietario dell’appartamento in cui ho alloggiato fino al 27 febbraio, quando sono tornata nel mio paese di residenza, ha continuato a chiederci affitto e utenze senza nessuna riduzione. Ora, ci sono genitori in difficoltà che non stanno lavorando e ciò vale per tante altre famiglie. Sappiamo di altri studenti che pagano meno perché i proprietari stessi hanno, umanamente, deciso di dimezzare l’affitto. Qualcuno ha per caso delle idee su come procedere?”.

Sono decine i post che affollano ogni giorno il gruppo Facebook Emergenza affitti e bollette Covid con racconti simili a quello scritto dalla ventenne Carla. Creato tre settimane fa da alcuni studenti universitari sparsi in tutta Italia, il movimento via social ha presto intercettato fuorisede, lavoratori precari, famiglie rimaste senza lavoro, che si trovano alle prese con l’emergenza degli affitti. Dal Nord al Sud, diventano sempre più numerose le proteste e le iniziative, individuali o sostenute dai sindacati, di chi non riesce a far fronte di questa spesa perché non lavora o lavora a scartamento ridotto e si trova costretto a intaccare i risparmi.

Nella discussione pubblica del gruppo Facebook, che attualmente conta 2850 membri, vengono sollevati problemi, che vanno dalle difficoltà a pagare l’affitto e le utenze, si parla del fenomeno di mail-bombing delle amministrazioni regionali, ci si confronta su possibili soluzioni, ci si riunisce su Zoom per fare il punto sulla situazione anche con chi vive in Spagna e in Francia. “All’inizio l’idea era semplicemente quella di avviare una condivisione di esperienze e un dibattito, ma col passare dei giorni invece abbiamo iniziato ad avere contatti con alcuni sindacati, come l’Unione degli Inquilini, che ora ci stanno aiutando a trovare proposte per gestire le contrattazioni con gli affittuari” racconta uno dei gestori della pagina, Benedetto Sensini, di Roma.

Lui stesso sta sperimentando questa situazione. Iscritto alla facoltà di Scienze Politiche a La Sapienza, Benedetto è uno studente lavoratore di 23 anni, come molti iscritti al gruppo Facebook:

“Svolgo il servizio civile presso Legambiente. In questo momento continuo a lavorare da casa, al contrario dei miei coinquilini, che essendo occupati nel settore della ristorazione ora sono fermi. Siamo fortunati perché abbiamo trovato un accordo con il nostro proprietario di casa per pagare un affitto ridotto. Ma la maggior parte delle persone non riesce invece ad avere un dialogo con il proprio affittuario”.

Il governo sta lavorando per inserire nel decreto che dovrebbe essere pronto a fine aprile anche risorse a sostegno di chi deve pagare un affitto, compresi i 570mila studenti fuorisede conteggiati in Italia. Per ora, nel decreto Cura Italia è stato inserito il blocco degli sfratti per sei mesi e le regioni hanno chiesto 550 milioni (100 subito e 450 a seguire) per dare un contributo ai cittadini in difficoltà. Ma l’affitto non è l’unica spesa onerosa per gli italiani che hanno perso il lavoro: ci sono le bollette, che al prossimo rendiconto registreranno probabilmente un’alzata dei prezzi dato che tutti consumiamo di più stando in casa.

“Dieci giorni fa ho pagato 300 euro per la luce e il gas dell’inverno. Fra poco dovremo dare 180 euro per il condominio e poi arriveranno le bollette di questi due mesi – prosegue Sensini –. Finché si ha a che fare con gli affittuari si può ancora pensare di riuscire a interloquire (tolti tutti i casi, troppi in città come Roma, dei palazzinari). Ma quando tocca alle grandi multinazionali, come si fa a relazionarsi direttamente?”.

Per le utenze, il divieto del blocco per morosità è previsto fino alla fine del lockdown, cioè il 3 maggio. Significa che dal 4 maggio chi non è riuscito a saldare i conti potrebbe trovarsi senza corrente o acqua in casa.

Tramite l’Unione degli inquilini, il gruppo Emergenza affitti e bollette covid sta cercando di fornire strumenti utili per gestire la situazione, diffondendo per esempio un modulo da inviare ai proprietari per chiedere la riduzione temporanea del canone di locazione. Un’altra iniziativa lanciata, e pubblicata sulla pagina, è quella degli attivisti del blog Sciopero degli affitti, che a Bergamo è stata supportata da una manifestazione virtuale, promossa da Asia-Usb, intitolata #iorestoacasaMA…

Ora l’attesa è rivolta alle prossime mosse del governo e delle regione, anche se alcune – come Lombardia, Toscana, Lazio e Sicilia – stanno già stanziano appositi fondi regionali per venire incontro alle persone in difficoltà. Di sicuro “c’è tanto disagio per questa situazione e la preoccupazione cresce di pari passo con la mancanza di prospettive solide sul lavoro”.

Immagine pubblicata sulla pagina Facebook Emergenza affitti e bollette covid  Un manifesto francesce per lo sciopero degli affitti pubblicato sul gruppo FacebookUno slogan pubblicato sul blog Sciopero degli affittiscioperto afffitti2

 

 

http://nuvola.corriere.it/2020/04/22/coronavirus-la-rete-su-facebook-per-gestire-lemergenza-affitti/?refresh_ce-cp