EMERGENZA ABITATIVA A NAPOLI E IN ITALIA

Quando la casa diventa un lusso, la democrazia si incrina

1. Introduzione: la casa come ferita nazionale

In Italia la questione abitativa è diventata una emergenza strutturale, non più un tema sociale. Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture, oltre 650.000 famiglie vivono in disagio abitativo grave; più di 200.000 sono in morosità incolpevole.

Napoli è una delle città più colpite: 40.000 famiglie sono già dentro una procedura esecutiva di sfratto. Questa cifra non è statistica: è una ferita, un dolore che attraversa la città come una scossa.

E tutto questo accade in un Paese che, nella sua Costituzione, scrive che la Repubblica deve “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” (art. 3) e “favorire l’accesso alla proprietà dell’abitazione” (art. 47). Oggi, invece, quegli ostacoli crescono.

2. Affitti da rapina: quando il mercato diventa una trappola

Negli ultimi cinque anni gli affitti privati in Italia sono aumentati del +18%. A Napoli, la crescita è ancora più violenta: +30% nelle zone centrali, con punte del +40% nei quartieri turistificati.

La Legge 431/1998, che regola le locazioni abitative, nasceva per garantire equilibrio tra proprietari e inquilini. Oggi quell’equilibrio è saltato:

  • i contratti a canone concordato sono sempre meno;

  • i canoni “liberi” sono fuori scala rispetto ai redditi;

  • le locazioni brevi hanno invaso il mercato, sottraendo case alle famiglie.

Secondo l’Osservatorio Nazionale sul Turismo, a Napoli oltre 12.000 alloggi sono oggi destinati a uso turistico. Ogni casa trasformata in B&B è una famiglia che perde un’opportunità. Ogni affitto che passa da 500 a 900 euro è una vita che si spezza.

Qui non c’è mercato: c’è rapina sociale.

3. Morosità incolpevole: la legge riconosce la fragilità, ma non la protegge abbastanza

La morosità incolpevole è definita dalla normativa nazionale (D.M. 14 maggio 2014) come la situazione in cui l’inquilino non riesce a pagare l’affitto per cause indipendenti dalla sua volontà:

  • perdita del lavoro; riduzione dell’orario;

  • malattia; separazione; aumento delle spese familiari.

Lo Stato ha previsto un Fondo Nazionale per la Morosità Incolpevole, ma le risorse sono insufficienti e spesso arrivano in ritardo. In Campania, la domanda supera di gran lunga l’offerta. A Napoli, la morosità incolpevole è diventata una condizione di massa: 40.000 famiglie coinvolte.

La legge riconosce la fragilità, ma non la protegge. E quando la legge non protegge, la disuguaglianza diventa una sentenza.

4. Sfratti a valanga: la disuguaglianza che entra in casa

Gli sfratti per morosità incolpevole sono aumentati del +11% a livello nazionale. In Campania, l’aumento è del +15%. A Napoli, si registrano quasi 4 sfratti al giorno.

La Legge 431/1998, all’art. 3, prevede la possibilità di sfratto per finita locazione o morosità. Ma non prevede un vero sistema di protezione per chi non ha alternative. La legge dice che lo sfratto può essere eseguito; la realtà dice che spesso viene eseguito senza soluzioni, senza mediazione, senza tutela.

Ogni sfratto è una storia:

  • un bambino che cambia scuola;

  • un anziano che perde il suo quartiere;

  • una madre che non sa dove andare;

  • una comunità che si sgretola.

Gli sfratti non sono un fatto amministrativo: sono un trauma collettivo.

5. Gentrificazione: la città che espelle la sua anima

Secondo i dati ISTAT, Napoli ha perso oltre 100.000 residenti negli ultimi dieci anni. Non perché la città non sia attrattiva, ma perché non è più accessibile.

La gentrificazione non è solo un processo urbanistico: è una forma di espulsione di massa. Si sostituiscono residenti con turisti, comunità con flussi temporanei, relazioni con consumi.

La Legge 431/1998 non è stata pensata per un mercato dominato dalle locazioni brevi. Le città si svuotano, i quartieri si trasformano, la vita popolare viene spinta ai margini.

Quando una città caccia i suoi abitanti, non cresce: si svuota. Cresce solo la disuguaglianza.

6. ERP: il pubblico che non basta più

L’edilizia residenziale pubblica (ERP) è regolata da norme nazionali e regionali. In Campania, la legge regionale n. 18/1997 disciplina l’assegnazione degli alloggi popolari.

Ma i numeri sono impietosi:

  • in Italia mancano circa 300.000 alloggi ERP rispetto al fabbisogno;

  • in Campania, le liste d’attesa superano le 20.000 famiglie;

  • a Napoli, gli alloggi disponibili sono meno della metà di quelli necessari.

Il pubblico non basta. E quando il pubblico non basta, il privato diventa un predatore.

7. Conclusione: scegliere da che parte stare

L’emergenza abitativa non è un destino: è una scelta politica. Ignorarla significa accettare che la città diventi un luogo per chi può pagare, non per chi ci vive. Invertire la rotta significa restituire a Napoli la sua anima popolare, la sua storia, la sua gente.